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Olbia – Dopo le tensioni di ieri sera precedute dalla sospensione temporanea del presidio all’ingresso del porto, oggi i controlli dei pastori sono ripresi in maniera capillare. I blocchi di cemento sono stati rimossi e i pastori si sono accomodati nonostante l’ordinanza dell’autorità portuale, nei parcheggi di sterrato. Intorno alle venti e trenta si contavano già una trentina di persone alcuni arrivati con tutta la famiglia. L’aria non è quella di chi sta giocando. Mentre al porto di Olbia, civili (i pastori) controllano i contenuti dei tir in entrata e in uscita, difronte alla Regione il presidente Pigliaru con toni piuttosto sommessi, praticamente circondato (era notte) da centinaia forse migliaia di manifestanti urlanti, insieme all’assessore all’agricoltura Pier Luigi Caria propone quelle che secondo lui potrebbero essere delle soluzioni. Ad ora le proposte del Presidente della Regione non hanno portato la trattativa verso l’accordo. A questa situazione tesa si aggiunge il tempo che il vice premier Salvini si è prefissato per risolvere il problema e che sta per scadere. Su internet continuano a girare video che incitano i pastori e tutti i sardi a non mollare, a combattere perchè dodici mila pastori sono tanti e cosi tante persone non possono essere fermate facilmente. Tra i manifestanti girano i nomi degli industriali e delle aziende che fino a ieri offrivano 60 centesimi, oggi 80 puntualmente rifiutati.